Come metto il PLIO tra ODF e OOXML in 10 mosse
Da quando lo conosco ho sempre apprezzato molto tutti i comunicati stampa del PLIO, il Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org. Nella contesa per il riconoscimento come standard, i volontari dell’associazione fanno un’analisi accurata del rapporto non troppo imparziale di Burton Group sui due formati per i documenti.

Trovate l’analisi del PLIO a questo link, di seguito riassumo i 10 punti contestati a Burton Group:
- Attribuisce a ODF, senza motivi validi, una appartenenza politica avversa a Microsoft
- Ignora l’esistenza della ODF Alliance del gruppo di volontari di OO, riducendo tutto a semplice confronto tra aziende, glissando sulle ragioni che spingono per avere uno standard aperto, spina nel fianco di Microsoft
- Attribuisce la definizione “Office Open XML” a Sun e IBM, quando invece è stata creata dalla stessa Microsoft, per far apparire le due aziende come favorevoli a OOXML stesso
- Estende la sua analisi sugli Stati Uniti al resto del mondo, assumendo gli altri continenti come una “depandance” americana
- Dichiara OOXML come “formato aperto e basato su standard” quando è invece strettamente legato a tecnologie proprietarie (manco a dirlo Microsoft), e questo viene considerato come fattore positivo
- Presenta il formato OOXML come “più orientato all’ecosistema e alle applicazioni”, ovvero siccome Microsoft è un monopolio usate i suoi formati e sono tutti contenti (tutti quelli di Microsoft ovvio)
- Afferma che OOXML rappresenta con maggior fedeltà “aspetto e metadati”, anche se è l’applicativo e non il formato del documento a svolgere questo lavoro
- Bolla ODF è troppo semplice, evidentemente non conoscono SMTP (simple mail transfer protocol), IL protocollo di invio della posta
- Ignora i problemi di sicurezza di Office, questa non mi è nuova…
- Dulcis in fundo, i prezzi, a parere di Burton Group il costo di Office (in promozion) è minore di quello delle suite che usano ODF (stranamente si dimenticano di citare OO e KOffice, ora usabili entrambi su Windows) senza contare poi i costi di formazione del personale per il passaggio da Office a OO (sarà ma tutti quelli che conosco che hanno provato Office 2007 sono tornati al 2003… ritenendo poi più facile il passaggio verso OO)
Che dire, l’ennesima analisi “indipendente” solennemente sbugiardata o anche il PLIO (e io mi associo) è “politicamente avverso” a Microsoft?
Martedì, 5 Febbraio 2008 a 18:55
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Mercoledì, 6 Febbraio 2008 a 21:13
Ben detto … Spero che molti altri leggano e si soffermino a pensare… ( lo so che è un po’ fuori moda in Italia al momento … )