Stallman abdica a Emacs
Dopo 32 anni dalla nascita di una delle sue creature più famose (insieme a gcc e a gdb) Richard M. Stallman cede la direzione dello sviluppo di Emacs, editor di testo polifunzionale

Sono passati più di tre decenni da quando un giovane hacker americano elaboro un editor di macro per l’editor TECO, allora in uso al MIT; l’hacker era RMS (acronimo scherzoso per indicare Stallman, significa anche root mean square) e l’editor di macros conosciuto poi come Emacs diventa in breve tempo l’editor normalmente utilizzato in tutti i laboratori del Massachusetts Institute of Technology.
Dal 1976 fino ad oggi innumerevoli sono state le estensioni e gli usi consentiti da Emacs, pensate che al suo interno contiene anche uno psicologo, tali da meritargli l’appellativo di editor lavandino, che diventò anche il simbolo del progetto.
A continuare il coordinamente e l’evoluzione di Emacs saranno Stefan Monnier, un assistenza dell’università di Montreal, e Chong Yidong, un Emacs hacker già studente del MIT.
Questa la notizia ufficiale, ora lasciatemi una piccola divagazione: io ho sempre preferito… pico, ma non metto in dubbio le qualità di Emacs e del suo storico rivale Vim; quali sono invece le vostre preferenze nel campo degli editor di testo che funzionano a prescindere da X ?
Martedì, 26 Febbraio 2008 a 1:45
Io uso spesso e con piacere gvim
Martedì, 26 Febbraio 2008 a 9:07
sei pazzo a lanciare simili sondaggi? tra poco qui sara’ un bagno di sangue
Martedì, 26 Febbraio 2008 a 12:32
Mi ha sempre attratto Emacs, soprattutto per la programmazione, per la possibilità di avere una specie di “desktop” quando vedi quelle schermate con editor, calendario, e un altro paio di cose utili, a me mette voglia!) e perché usavo gnus per i newsgroup, ma non sono mai riuscito a adattarmici come editor. E poi, per uno che viene dal vi puro, l’unica alternativa è VIM (che uso con piacere anche sotto windows). E attualmente in ViM hanno aggiunto cosi tante cose, anche un completamento quasi grafico (non che prima non fosse possibile), insomma ormai è insostituibile (per me!).
Martedì, 26 Febbraio 2008 a 13:02
Io preferisco di netto Vim e GVim.
Martedì, 26 Febbraio 2008 a 13:28
…emacs e vim non funzionano “a prescindere da X” ???
Martedì, 26 Febbraio 2008 a 13:51
@stenegri: forse mi sono espresso in modo poco chiaro, intendevo escludere dalla domanda editor come kate, gedit o leafpad ad esempio, che necessitano di X11 per funzionare
Martedì, 26 Febbraio 2008 a 17:32
Oh, che sofferenza
Io ho provato a usare vim, ma sono tornata di corsa a emacs anche perché aveva una funzione fantastica: lo psicologo! Mi spiego, si trattava di un programma preinserito in cui potevi fare domande e ottenere risposte apparentemente sensate, tipo:
IO: ho litigato con il mio fidanzato e sono depressa.
EMACS: mi dispiace che tu sia depressa. Prova a spiegarti meglio.
IO: sono depressa perché lui mi tratta male.
EMACS: e perché scrivi che lui ti tratta male?
eccetera eccetera.
Credo il programma originale da cui nasceva l’idea si chiamasse ELIZA. E sì, in quel periodo passavo troppe ore davanti al computer, sono d’accordo.
Mercoledì, 27 Febbraio 2008 a 12:25
iSalve!
Ovviamente io uso VIM, un editor polifunzionale e già presente in quasi tutte le macchine linux.
:%s/linux/*nix/g
Non mi sono mai trovato bene con emacs.
saluti!
:wq!