Giorni d’Irlanda, parte seconda

segue, con un leggerissimo ritardo, da Giorni d’Irlanda, parte prima

Irlanda

Nel tornare verso il Paddy, o almeno provandoci, siamo stati interrogati da una combriccola che dalla macchina sembrava irlandese: “EXCUSE-ME, WHERE’S THE CITY HALL?”, dopo un paio di ingarbugliati tentativi di risposta… CAPISCONO che non siamo del posto, e “grazie” a una mia risposta ci scambiano per spagnoli! OLE’! Come il tipo che all’ostello si rivolgeva a noi in una strana lingua, elfica forse, e poi ci dava dei tedeschi! Ma CRUCCO sarai te!!!

A dir la verità ora è già la mattina dopo, il 28 cioè!… Dopo una LUNGA notte di sonno (CEEERTO! Sveglia puntata alle 7:30) ci siano incontrati – o forse scontrati – con una colazione da preparare! E tutti diranno che siamo degli incapaci, ma vorrei vedere!

Ecco cosa abbiamo scoperto la prima mattina: la colazione è stile continental, quindi niente pancetta e uova o altri fritti (che mangeremo comunque più tardi) ma soprattutto è fai da te, hai a tua disposizione la cucina con frigoriferi ripieni di roba (facendo attenzione a non prendere roba con etichette di altri ospiti) latte freddo in quantità, acqua calda, nescafè, toast e qualche marmellata da spalmarci sopra, più una non meglio identificata sbobbina calda.

Purtroppo per noi, un pò intontiti e non ancora consci del modus operandi (o forse con ancora i postumi della Guinness) ci siamo inizialmente ridotti ad una misera tazza di latte freddo con nescafè e cereali, salvo poi rifugiarci su toast e marmellata, grazie al cielo!

Dopo una rilassante doccia ed aver messo ad asciugare pantaloni e maglie ancora fradici dal giorno prima ci siamo incamminati verso il centro sperimentando nuove strade, o meglio le stesse di ieri sera ma almeno con la luce del giorno a farci vedere un pò meglio.

Perchè, sì, magari senza un sole al massimo dello splendore ma… stamattina NON pioveva, e questo tripudio meteorologico è durato ben una quarantina di minuti dalla nostra partenza! Ma oggi eravamo attrezzati: k-way!!

Quando ancora il dio Ra ci era favorevole ci siamo inoltrati all’interno dei cancelli della Queen’s University, a parte sentirsi i compagni di classe di Harry Potter e svarionare non poco grazie al monumento ai caduti e alle velocissime nuvole che ci passavano sopra, dando l’impressione che ci cadesse addosso, è rimasta ad entrambi un po’ d’invidia per chi può permettersi di studiare in un posto come questo; un vero peccato non sia stato possibile visitarne l’interno, anche loro erano chiusi per le feste!

Ed eco che, girovagando nei dintorni dell’università, ci siamo trovati ai cancelli del Botanic Garden, a metà tra un parco cittadino e un vero e proprio orto botanico. Immancabile giretto nella serra di vetro del 18…qualcosa, con immancabile inserviente munito di scopa scaccia-visitatori e piante dalle radici pelose. Sentimenti di pietà e proposta di adozione per delle povere calle che si stavano seccando.

Bene, dopo un po’ di cazzeggio ci dirigiamo- DI NUOVO SOTTO LA PIOGGIA- verso la meta della mattinata: St. George’s Market, salvo poi trovare soltanto gli operai che smontano tutto… Oh, ma che orari hanno questi???
Per fortuna li a fianco abbiamo trovato un fantastico pub con piatti tradizionali a prezzi molto accessibili! Il nostro pranzo-colazione-pasto unico è stato in pratica un tripudio di carnazza: Irish Stew con pane nero e per me un All Day Breakfast… nel senso che ti basta per tutto il giorno, ma pure di più!!!

Foto ai piatti e scambio di assaggini: un po’ di stufato con patate e carote per me…e bacon, salsiccia, uovo, fagioli, pomodoro, pudding, pane fritto e frittellina in cambio!
Bagnati fradici e con lo stomaco più che pieno siamo tornati al paddy per il cambio scarpe, messe ad arrostire sul termosifone perennemente bollente.
Il pomeriggio prevedeva camminata rigorosamente in the rain verso Falls Road e Shankill Road.

segue nel prossimo post (stavolta prometto che non ci vorranno due mesi…)